Download Alle radici della cavalleria medievale by Franco Cardini PDF

By Franco Cardini

Il guerriero a cavallo, con il suo prestigio anche simbolico, ci perviene dal profondo della preistoria, in termini tanto di valori quanto di pratiche di vita e di combattimento. Dagli sciamani centroasiatici ai guerrieri barbari, dagli dèi nordici ai martiri cristiani, senza dimenticare l'evoluzione dell'allevamento, l'affinarsi delle tecniche metallurgiche, lo sviluppo dell'arte della guerra e le relative "visioni del mondo": se i più lontani presupposti del cavaliere medievale sono rintracciabili nella cultura dei nomadi delle steppe che consistent with primi addomesticarono i cavalli, l. a. sacralità e los angeles superiore air of secrecy che lo circondano persistono ancora oggi nell'immaginario occidentale. Tra storia ed epica, il racconto di un mito millenario e dei suoi perduranti riflessi. Introduzione di Alessandro Barbero. Prefazione di Jean Flori.

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Chi compone il numero telefonico dello studio di padre Amorth sente dall'altra parte l. a. voce gracchiante di una segreteria: "Per ottenere un consulto il richiedente deve inviare i seguenti referti medici e psichiatrici". Segue l'elenco degli esami clinici. Solo dopo il vaglio dei responsi specialistici, il sacerdote come to a decision se ricevere il presunto indemoniato.

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Contrari ai costumi ammissibili all’interno di civiltà che oggi va di moda esaltare proprio mentre, simmetricamente, si critica la civiltà europea, sia pure colpevole di abominevoli violazioni dei suoi stessi valori. Per lo meno, queste sono condannate come tali dalla morale pubblica, il che certo non basta, ma in qualche modo è confortante. Un ideale elevato, si sa, non è mai veramente raggiunto da quanti lo riconoscono come tale; ma lo è ancor meno da coloro che l’ignorano, lo rifiutano o lo disprezzano.

La classificazione, basilarmente seguita ancor oggi, dipende dagli studi dello zoologo austriaco O. Antonius, il quale distinse due fondamentali razze di cavalli selvaggi: quella occidentale, più pesante, e quella orientale, più leggera. Quest’ultima si sarebbe a sua volta evoluta nei due fondamentali tipi detti l’uno «di Przeval’skij» dal nome dello studioso russo che lo scoprì nel 1880 in una regione a sud dell’Altai, l’altro tarpàn, estintosi nel secolo scorso. Fino all’età di Wu-ti, i cinesi usavano appunto un animale del tipo Przeval’skij: di piccola taglia, con testa e collo tozzi, zampe corte, garretto basso, e pertanto non troppo veloce né troppo resistente.

H. Monumenta Germaniae Historica. , Hannoverae, 1835-89. H. Script. rer. Monumenta Germaniae Historica. Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-IX, Hannoverae, 1878. H. Script. rer. Monumenta Germaniae Historica. , Hannoverae, 1884-1920. H. Monumenta Germaniae Historica. , Lipsiae-Hannoverae, 1826-1934. P. , Parisiis, 1857-76. P. , Parisiis, 1841-64. , London, 1858-96. A. , Mediolani, 1723-51. 2Rerum Italicarum Scriptores, «editio altera», iniziata da G. Carducci e V. Fiorini, Bologna, 1900-.

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